Biografia
Biography



Eventi


Trascrizioni
Transcriptions



Discografia
Discography



Acquisti
Purchases

      Stefano Russo, Bolzano, 1976 

Stefano Russo

Stefano Russo, Mostra d'Oltremare, Napoli, 1977

Il nuoto
La vivace ed "accidentata" carriera  sportiva di Stefano Russo inizia a Napoli nel 1968 con l'iscrizione - voluta dalla mamma per fargli smaltire i chili di troppo - ai corsi di nuoto del C.O.N.I. presso la "micropiscina" Ettore D'Elia della Mostra D'Oltremare di Fuorigrotta.
Praticherà questa disciplina per tre anni, conseguendo i normali brevetti di "Cavalluccio Marino" nel 1969 e di "Pesce Volante" nel 1970.

                                    Brevetto di "Cavalluccio Marino"

Brevetto di "Pesce Volante"
 

L' atletica leggera
Nel 1971 si iscrive ai corsi di atletica leggera dello Stadio San Paolo - situato proprio di fronte a casa sua - e li frequenta per un anno intero, fino al momento del trasloco dal quartiere di
Fuorigrotta al quello del Vomero.
Inizia ad appassionarsi allo sci e alla Ginnastica Artistica (vista alla televisione durante un periodo di degenza a letto in seguito ad un piccolo incidente).

Lo sci
Lo sci sarà, fino al 1984 (con l'ultima discesa a Selva di Val Gardena), il suo sport "invernale" preferito, praticato, sopra
ttutto a Roccaraso e all'Aremogna. I suoi migliori maestri saranno Mario Bucci ed Alberto Del Castello. All'apice della pratica agonistica guadagnerà lo Sci d'Argento.

Stefano, Roccaraso, 1972                           Stefano, Aremogna (?), Maggio 1972

La Ginnastica Artistica
Nel 1973, l'anno del suo trasferimento al Vomero, si iscriverà ai corsi di Ginnastica Artistica dello Stadio Collana diretti dal professore Giorgio Garufi.
A tal proposito, si ricorda un aneddoto.
Per essere ammesso alla pratica della Ginnastica Artistica, Stefano dovette sostenere - come, del resto, chiunque voglia iscriversi ad uno sport di questo tipo - un esame attitudinale. Gli era parso di aver superato bene tutte le prove, ma, alla pubblicazione dei risultati, risultò  scartato con un punteggio piuttosto basso. Se la prese con filosofia e, insieme al papà che lo aveva accompagnato in palestra, se ne tornò a casa. Pochi minuti dopo, però, ricevettero una telefonata del prof. Garufi che li informava di un equivoco: ad essere scartato non era stato lui, ma un omonimo (!); Stefano era, invece, stato ammesso con un' eccellente valutazione.
Tornato al Collana per formalizzare l'iscrizione, dovette sorbirsi anche una ramanzina dal severo allenatore per aver accettato quel verdetto con troppa arrendevolezza!
Anche la pratica della Ginnastica Artistica durò poco (circa un anno); questa volta a causa di una lieve ma dolorosa patologia alle gambe nota come "morbo di Osgood - Schlatter" che gli impediva di eseguire le uscite dagli attrezzi e gli esercizi a corpo libero. L'ortopedico prescrisse la sospensione dell'attività sportiva fino alla totale guarigione.

I Tuffi!
Questo periodo sabbatico - nel quale Stefano cercò, comunque, di mantenersi in forma allenandosi a casa - durò circa due anni, trascorsi i quali si ritrovò ad essere troppo "anziano" per ricominciare la pratica della Ginnastica; decise, quindi di "ripiegare" su un altro sport che lo affascinava tantissimo: i tuffi.
Gli stessi problemi di "anzianità" si presentarono anche all'iscrizione presso la piscina della Mostra D'Oltremare: Antonio Ferrara (ex campione di tuffi e  Giudice di Gara internazionale) non voleva saperne di accettare un ragazzo di ben quattordici anni d'età (ai tuffi ci si iscrive molto presto, anche a sei, sette anni). Ma Stefano, forse memore degli insegnamenti di Garufi, questa volta non si scoraggiò e chiese almeno la soddisfazione di essere esaminato. Ferrara dovette convenire che il ragazzo aveva una struttura fisica idonea ed una buona preparazione atletica; decise, così, di ammetterlo ma ad una condizione: quella di mettersi in condizione, al massimo in tre o quattro mesi - di competere con i suoi coetanei. Stefano riuscì nell'impresa e preparò - nonostante la limitatezza delle attrezzature  sportive al "coperto " disponibili a Napoli nella stagione invernale (in pratica, solo il trampolino di un metro) - l'intero programma per le gare nazionali di categoria dalla piattaforma di 10 metri (la Coppa Montreal del 1976).

La  prima prova si svolse il 6 Giugno a Bolzano nella piscina in cui si allenava il grande Klaus Di Biasi

        Giorgio Cagnotto (in piedi) e Klaus Di Biasi (seduto di fronte) - Bolzano 1976

Qui Stefano ebbe il piacere di conoscere  due grandi personaggi dei tuffi italiani: Di Biasi "senior" (prodigo di consigli, con lui, durante gli allenamenti) che a settant' anni ancora saltava dalla piattaforma e lo straordinario Giorgio Cagnotto che si complimentò con lui per i buoni risultati conseguiti in poco tempo; "Solo a Napoli si vede questo!" esclamò dopo averlo visto in azione, regalandogli un distintivo della nazionale ed una sua foto con dedica (ormai sbiadita!)

         Cartolina di Giorgio Cagnotto con dedica (sbiadita) a sinistra.

       
          
     Stefano sulla piattaforma di 5 metri - Bolzano, 1976

                              Stefano dal trampolino di 3 metri, Foro Italico, Roma, 1976

 
    Il Mattino, 6 giugno 1976

                 Stefano in verticale dalla piattaforma di 10 metri, Mostra D' Oltremare, Napoli, estate 1977


Distintivo della nazionale, regalo di Giorgio Cagnotto 

Le altre due prove della Coppa Montreal 1976 - al Foro Italico di Roma ed alla piscina Le Naiadi di Pescara - furono compromesse da una schisi alla colonna vertebrale riportata durante un allenamento dai dieci metri che lo costrinse a presentare un programma di gara meno impegnativo e tutto dalla piattaforma di 5 metri.

                     Stefano in entrata dai 10 metri, Napoli, Mostra d'Oltremare, 1977                                            

     Claudio De Miro e Stefano Russo, Circolo Canottieri Milano, estate 1976

                      Il Mattino, luglio 1976                   

La stagione estiva del 1977 fu stroncata, il giorno precedente la partenza per le prime gare, da un brutto incidente stradale con il motorino che gli procurò varie contusioni ed una trentina di punti di sutura in diverse parti del corpo....

               Stefano Russo e Renato Nissim, Napoli, Mostra d'Oltremare, 1977

 

         Cartolina di Carolina Fusco da Melbourne del Gennaio 1985, con le firme (tra le altre) di Klaus di Biasi, Domenico Rinaldi, Piero Italiani, Massimo Santilli.   Stefano dai 10 metri, Foro Italico, Roma, 1976

Stefano riprenderà la pratica dei tuffi solo nel 1987, durante la sua permanenza a Parigi, e parteciperà - difendendo i colori francesi della cittadina di Issy Les Moulineaux - al campionato dell' Ile de France, dal trampolino di un metro.
Ecco come André Santini, il sindaco d'Issy, lo ringrazierà per la sua partecipazione:

                                                               

Cher Monsier,
Vous vous êtes illustré le 15 November dernier par vos performances sportives lors du Championnat d'Ile de France de Tremplin, ce qui a permis à notre ville d'être hissée au rang des meilleures de cette difficile discipline.
Permettez-moi par ces quelques mots de vous adresser mes plus vives félicitations. Je vous prie d'agréer, Cher Monsieur, l'expression de mes sentiments les meilleurs.
Cordialment

André Santini

  

 

La sua ultima gara sono stati i Campionati Italiani di Categoria a Firenze nel 1988.

                              

Stefano ha altresì praticato lo sci d'acqua, la canoa, la corsa campestre, il tiro, ed è, fin da ragazzo, affascinato dalle arti marziali.

Attualmente si mantiene in forma allenandosi all' Hedonè Club e praticando il nuoto nelle acque dell' adorata Gaiola...

        

                Napoli, 7 Agosto 2008                                                                                                          Stefano Russo